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CHI RUBA UN PIEDE È FORTUNATO IN AMORE

CHI RUBA UN PIEDE È FORTUNATO IN AMORE

Una farsa di Dario Fo - Regia di Carlo Emilio Lerici

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CHI RUBA UN PIEDE È FORTUNATO IN AMORE


UNA FARSA DI DARIO FO


con Antonio Salines, Francesca Bianco, Roberto Tesconi, Germano Rubbi, Susy Sergiacomo, Fabrizio Bordignon, Giuseppe Cattani 
regia Carlo Emilio Lericiscene e costumi di Giuseppe Lorenzo Musiche DJ Atomic AldhoProiettato
Nell’Italia degli anni sessanta in piena speculazione edilizia, il mito di Apollo e Dafne (la bella ninfa che, inseguita dal dio donnaiolo, viene trasformata dal padre in albero) offre lo spunto comico della commedia: lui, Apollo, interpretato da Antonio Salines, è un tassista ideatore di una geniale truffa; lei, Dafne, interpretata da Francesca Bianco, è una bella signora dal letto facile che non disdegna tradire il marito, titolare di un’impresa edile, interpretato da Edoardo Siravo.La vicenda. Due imbroglioni (Apollo e un suo amico) rubano un piede alla statua di Mercurio (notoriamente protettore dei mercanti e dei ladri) e lo seppelliscono nel terreno dove si sta edificando un grosso complesso edilizio. Il piede diviene, così, un’efficace arma di ricatto perché per il costruttore è un ostacolo da rimuovere rapidamente, prima, cioè, che arrivi sotto gli occhi della sovrintendenza che bloccherebbe quasi sicuramente i lavori, meglio dunque, suggeriscono i due imbroglioni travestiti da finti archeologi, che l’imprenditore elargisca una bella sommetta per non ben definite ricerche, piuttosto che rischiare un’eventualità del genere. Cosa che questi accetta di buon grado.Nel garbuglio si inserisce Dafne, l’attraente moglie del costruttore e amante di un suo collaboratore, della quale il tassista si innamora e che lega materialmente a se con un curioso innesto, per rigenerarle il sangue malato, con il quale finirà per ritrovarsi abbracciato ad un albero che simboleggia l’amata, proprio come raccontato nel mito dell’antichità.

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